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Risorgiva
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Una mwcqrisorgiva, o mwcgfontanile, è una mwcwsorgente di mwdaacqua dolce di origine naturale (o talvolta fatta emergere dall'uomo) tipica dei terreni di mwdqfondovalle o di mwdgpianura alluvionale, in aree dotate di mwdwfalde acquifere non troppo profonde né eccessivamente mweasalate. L'uso del termine mweqrisorgiva è corretto quando l'affioramento è spontaneo, mentre si dovrebbe usare il termine mwegfontanile quando l'affioramento è di origine antropica. La sovrapposizione dei due termini deriva dal fatto che spesso i fontanili venivano scavati in aree già interessate da risorgive. I fontanili o risorgive sono caratterizzati da mwewflora e mwfafauna tipiche.
Contents
• Note
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Struttura
Le risorgive hanno da sempre catturato l'attenzione dell'uomo e, sebbene non esistano molte documentazioni specifiche sul loro uso massiccio, non si può escludere che esse abbiano avuto un ruolo fondamentale per l'approvvigionamento idrico di piccole comunità rurali.
L'archeologia ha dimostrato come molte risorgive costituissero un rischio per lo sviluppo urbano antico e non sono infrequenti, in antico, le condutture realizzate per far defluire l'acqua e, nel contempo, renderla utile per la vita della comunità.
Le acque piovane e fluviali che, trovando terreno molto permeabile, penetrano in profondità nel sottosuolo, formando una mwogfalda freatica, possono tornare in superficie in corrispondenza di terreni impermeabili. L'acqua che fuoriesce da fontanili e risorgive presenta una temperatura costante compresa fra i 9 - 10mwow °C in inverno e i 12 - 15mwpa °C in estate.
Nella mwpgPianura Padano-Veneta i livelli permeabili sono formati dalle ghiaie delle mega-conoidi alluvionali dell'alta pianura, mentre quelli impermeabili sono costituiti dai depositi di esondazione, formati da limo ed argilla della bassa pianura.
L'acqua, che sgorga spontaneamente o la cui sorgente viene individuata e scavata a poca profondità, emerge in quella che viene definita "testa" del fontanile e poi viene incanalata nella cosiddetta "asta", dove può essere prelevata per l'mwqairrigazione dei campi ed in particolare per le mwqqmarcite. In alcuni casi, la moltiplicazione delle risorgive in una data situazione geologica dà luogo a veri e propri mwqg"fiumi di risorgiva"cite-ref-1[1]. Tale è il caso del fiume mwrwSile, nella mwsaMarca Trevigiana.
Risorgive in Italia
In Sicilia
Le risorgive talora erano considerate dei beni preziosi dalle prime civiltà, che attorno ad esse realizzavano i nuclei principali dei loro abitati. In epoca Greca è noto l'uso dell'acqua aretusea, a mwtaSiracusa, una sorgente di acque dolci le cui origini non erano ben chiare ai Greci stessi. La sua presenza al centro dell'isola ben difendibile di mwtqOrtigia garantì sicurezza alla città anche di fronte a lunghissimi assedi.
Le risorgive situate presso mwtwSanta Maria di Licodia furono incanalate in epoca romana all'interno di una grande struttura rettangolare che costituiva il serbatoio del grandioso mwuaacquedotto romano di Catania. Questo monumentale complesso idrico, una volta dismesso, venne frazionato e sfruttato per l'irrigazione. Ancora fino agli mwuqanni 1950 qualche contadino lo chiamava la mwugsaja do' sarracinu (saia del saraceno). Le risorgive finirono per alimentare la fontana del cherubino e il vicino lavatoio pubblico. Sempre in età romana è evidente all'interno del mwuwteatro romano di Catania la presenza di una condotta atta a deviare il flusso delle risorgive del colle Montevergine affinché non ne allagassero l'orchestra. Tuttavia, non essendo più in funzione l'antico canale, oggi questa è costantemente allagata.
Tra le mwvqfavare di Santa Domenica, ad mwvgAdrano, quella mwvwdei Greci è probabilmente la più antica di cui è attestato l'uso, per via delle incisioni parietali che riportano i nomi degli uomini che vi si dissetarono in età probabilmente bizantina.
Durante l'occupazione islamica della mwwqSicilia si diffonde un tipo di mwwgagricoltura intensiva che fa largo uso di qualsiasi tipo di acqua, originata da qualsiasi tipo di sorgente, ivi compresi rudimentali, ma efficaci fontanili.
Agli inizi del mwxaXVII secolo le risorgive della Timpa della Leucatia vennero condotte sul grandioso acquedotto benedettino dei frati del mwxgmonastero di San Nicolò l'Arena, affinché si provvedesse al bisogno idrico del convento e dal mwxw1649 anche della città. La condotta alimentava anche diversi mulini, prima di giungere nella grande cisterna cui era destinata l'acqua. Verso la fine del mwyaXVIII secolo il principe mwyqIgnazio Paternò Castello fece realizzare la grande condotta sul fiume Simeto, alimentata dalle risorgive delle mwygfavare, la quale giovava ad una delle maggiori risaie di mwywSicilia. Per cavare l'acqua si fece ricorso a diversi fontanili.
Nellmwzq'mwzghinterland catanese e nella stessa mwzwCatania (come ad esempio all'interno del mwaaTeatro romano) la formazione delle risorgive è dovuta alla presenza di strati impermeabili (in prevalenza mwaqargille) pressati da strati permeabili (mwagroccia lavica). L'origine delle acque può essere pluviale o a seguito dello scioglimento delle nevi dell'mwawEtna.
Analogamente nel territorio di mwbqAdrano, presso le mwbgforre, diverse risorgive alimentano piccoli affluenti del mwbwSimeto dette in siciliano mwcafavarecite-ref-2[2]. Qui sono le lave del Mongibello Antico che, pressando le argille e le marne a ridosso delle lave dei centri alcalinici basali, fanno fuoriuscire le acque di falda, probabilmente da riserve sotterranee.
Un caso anomalo è certamente costituito dalle acque della mwdgfonte Aretusa, oggi in luogo ben diverso da quello originario. La situazione del sottosuolo, in prevalenza costituito da rocce calcaree, è stato fortemente alterato dall'uomo e oggi la risorgiva segue percorsi non del tutto chiari.
Nella Pianura Padana
La risorgiva è considerata una risorsa rurale e, sebbene l'archeologia testimoni diversamente, la storiografia antica non cita mai specificamente l'utilizzo di fontanili e risorgive per scopi agricoli. Il primo documento disponibile che riporta con certezza il termine mweqfontanile risale infatti al mweg1386, ed è costituito da un mwewatto notarile proveniente dalla zona di mwfaSegrate, oggi conservato nell'archivio dell'mwfqOspedale Maggiore di Milano.
Si presume che i fontanili padani abbiano avuto origine solo nei primi secoli del mwfwII millennio, nell'ambito dei più ampi lavori di bonifica idraulica della pianura. In questi secoli furono effettuati i primi scavi per incanalare ed irregimentare le acque di profondità. Nelle aree più antropizzate i fontanili vanno rapidamente scomparendo: nel 1975 i fontanili attivi nella provincia di Milano erano almeno 430, con una mwgaportata media giornaliera complessiva di circa 28 mmwgq3/s, mentre nel 1995 ne erano rimasti solo 186 attivi.
Recuperi importanti di fontanili sono stati fatti in zona di mwgwOzzero, località Cascina Selva con il recupero della testa e lo spurgo dell'asta di tre fontanili, riqualificando un ambiente naturale, già bello di suo, per la presenza di antiche mwhamarcite. Della flora arbustiva fa parte anche il biancospino, e altri arbusti.
Ad esempio a mwhgMontorio Veronese, dove l'acqua piovana della mwhwLessinia filtrata attraverso le rocce permeabili che la caratterizzano riaffiora, a contatto con strati impermeabili di tipo argilloso, sono presenti ben sette risorgive, che generano due laghetti e diversi fossi, dando al paese le caratteristiche di una piccola Venezia.
Nella pedemontana Trevigiana il fiume mwiqSile nasce da varie risorgive distribuite tra mwigCasacorba di mwiwVedelago e Torreselle di mwjqPiombino Dese. Vicino, il mwjgDese nasce in località Brentanella, appena più a nord di mwjwResana, il mwkaMarzenego nasce a mwkqResana, il mwkgDraganziolo tra mwkwResana e mwlaPiombino Dese e il fiume mwlqZero tra mwlgSan Marco e mwlwCampigo.
Nella zona a nord di mwmqCastel Goffredo i fontanili sono probabilmente alimentati anche per effetto dell'infiltrazione delle acque del mwmgGarda attraverso i rilievi mwmwmorenici.
Nella mwnqpianura friulana, il fenomeno delle risorgive si manifesta in una fascia continua di territorio che va da mwngPolcenigo a mwnwMonfalcone con un'inclinazione nord-ovest sud-est, chiamata "linea delle risorgive"cite-ref-3[3].
Note
cite-note-11. ↑ Si veda la descrizione in Roberta Giacometti, mwqgI fiumi di risorgiva
cite-note-22. ↑ Si è presunta l'origine del termine mwrgfavara dall'arabo mwrwfa'wah, testa d'acqua, sorgente.
cite-note-33. ↑ mwswmwtamwtqCopia archiviata, su mwtgprotezionecivile.fvg.it. mwtwURL consultato il 25 luglio 2023 mwua(archiviato dall'mwuqurl originale il 27 agosto 2019).
Voci correlate
• mwvqSprugola
• mwwwConsorzio di bonifica Acque Risorgive, tra le provincie di Padova, Venezia e Treviso.
• mwxqSorgente
• mwxwCarsismo
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